Il boom dell'IA ha una tassa nascosta, e la pagano il tuo prossimo PC o smartphone
Gli utili di Samsung sui chip volano e l'azienda avverte che la carenza durerà fino al 2028. Chi compra finanzia l'IA con dispositivi più cari, e i marchi dovrebbero dirlo.
Foto: Qurren / Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)
Chi paga un data center grande come una piccola città? Gli azionisti, certo. I clienti del cloud, ovvio. Ma se pensi di comprare un portatile o uno smartphone nei prossimi due anni, metti in conto di essere sulla fattura anche tu.
Giovedì Samsung ha comunicato che l'utile operativo da luglio a settembre ha raggiunto 107,4 mila miliardi di won (72,2 miliardi di euro), contro i 12,2 mila miliardi di un anno prima, secondo Reuters via Irish Times. Quasi tutto, 106,5 mila miliardi di won, arriva dai chip. La stessa azienda ha detto che l'offerta di memoria ad alta larghezza di banda è esaurita per il prossimo anno e che il mercato resterà teso fino al 2028. La divisione mobile di Samsung, intanto, è scivolata in perdita per 800 miliardi di won perché la memoria è diventata più cara.
La carenza è un trasferimento di ricchezza, non un incidente
Rileggi quest'ultima frase. Uno dei più grandi produttori di memoria al mondo guadagna una fortuna con l'IA, e la divisione che ti vende gli smartphone ne soffre. Samsung è di fatto beneficiaria e vittima del suo stesso boom.
Samsung afferma che la domanda trainata dall'IA «supererà di gran lunga l'offerta del settore rispetto al 2026». SK Hynix è andata oltre: i suoi chip DRAM e HBM sono esauriti fino al 2029 e la carenza durerà fino al 2030. Sono due aziende con ogni interesse a sembrare sicure di sé, quindi tratteremmo le date precise come retorica commerciale. La direzione, però, è difficile da contestare: la capacità sembra puntare prima di tutto ai data center, e tutto il resto si prende ciò che avanza.
Quello che avanza costa di più. Un estratto di ZDNet France attribuisce un aumento del 350% del costo della RAM all'infrastruttura di Microsoft e OpenAI che assorbe le scorte mondiali di chip. Non possiamo verificare questa cifra dal testo che abbiamo, quindi prendila come un titolo, non come un riferimento. Ma lo schema coincide con ciò che descrive la stessa Samsung.
Il tuo dispositivo fa da ammortizzatore
Ecco l'economia scomoda, almeno come la leggiamo noi. I grandi acquirenti di IA si sono assicurati le forniture per tempo, e Samsung dice di avere ora contratti a lungo termine con 10 grandi clienti, di trattare con altri 10 e di volere che questi accordi coprano dal 60% al 70% della sua capacità entro il 2030. Li sta estendendo anche ai clienti del mobile e dell'automotive. Questo aiuterà quegli acquirenti col tempo, ma sospettiamo che nel frattempo siano i produttori di dispositivi, con margini sottili e cicli di prodotto brevi, ad assorbire la volatilità e spesso a girarne il conto a te.
Il nuovo MacBook Pro touchscreen di Apple è un esempio eloquente. 01net riferisce che la configurazione da 16 pollici al top, annunciata il 28 ottobre, costa 16.264 €, e che 7.700 € di questa cifra servono solo a passare da 2 TB a 16 TB di archiviazione. Quasi nessuno comprerà quella macchina, ed è ingiusto considerarla il prezzo tipico. Ma mostra quanto sia ripido il prezzo della memoria quando scarseggia. TechCrunch ha osservato che questo «RAMaggedon» aveva già costretto Apple ad alzare i prezzi di MacBook, Mac e iPad.
C'è un motivo per un moderato ottimismo, e lo segnaliamo come tale. Reuters nota che il ritmo di crescita dei prezzi della memoria sta rallentando, in parte perché i chip più cari pesano sulla domanda dei produttori di telefoni e PC. In parole semplici: gli acquirenti cominciano a dire no. È il mercato che funziona, ma è un modo brusco di trovare il tetto, perché funziona rendendo prima i dispositivi inaccessibili.
I marchi smettano di dare la colpa alle «condizioni di mercato»
Il nostro argomento è semplice. Quando un portatile costa di più, o arriva con meno RAM, o un modello economico sparisce in silenzio, la spiegazione dovrebbe stare nella pagina del prodotto. Non nascosta dietro i «costi dei componenti», ma detta chiaramente: la memoria scarseggia perché i data center per l'IA si comprano tutto, e noi ne giriamo una parte a te.
Questa onestà costerebbe poco ai produttori e darebbe agli acquirenti qualcosa di utile: un motivo per credere che l'aumento non sia semplice ritocco dei margini. Porterebbe inoltre il vero dibattito dove deve stare. Vale la pena sovvenzionare lo sviluppo dell'IA attraverso il budget hardware di tutti? Persone ragionevoli possono rispondere di sì. Ma dovrebbero poterlo fare con cognizione di causa.
Il nostro consiglio pratico, come opinione e non come previsione: se il tuo smartphone o PC attuale funziona, tienilo; i prezzi peggiori probabilmente devono ancora arrivare, se le previsioni di Samsung reggono. Se devi comprare, scegli la configurazione che ti serve davvero invece della più economica, perché gli upgrade di memoria e archiviazione sono proprio il punto in cui sembra finire il sovrapprezzo. E se un produttore alza i prezzi, chiedigli perché. La risposta onesta è nei conti di Samsung.
Ancora nessun argomento: apri il primo.
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