La promessa di Palantir sull’assenza di un «kill switch» non risolve la dipendenza dell’Europa
Palantir dice che nessuno può spegnere il sistema Maven della NATO. Anche se fosse vero, all’Europa preoccupa chi scrive, aggiorna e gestisce il software che non sa costruire da sola.
Immagine generata con l'IA
Quando un fornitore deve annunciare pubblicamente di non poter spegnere l’IA del tuo esercito, qualcosa è già andato storto. Non necessariamente nel software. Ma nella fiducia che lo circonda.
È la posizione in cui si è trovata Palantir questa settimana. Come riporta Reuters, Louis Mosley, che guida le attività dell’azienda nel Regno Unito e in Europa, ha dichiarato a Bruxelles che «non esistono kill switch» e che né Palantir né il governo degli Stati Uniti possono intervenire e spegnere il Maven Smart System usato dal quartier generale militare della NATO. La promessa è arrivata dopo che l’Ucraina, la settimana scorsa, ha segnalato che Starshield, il servizio militare costruito sulla costellazione Starlink di SpaceX, era stato limitato in modo che i terminali smettevano di funzionare su piattaforme in rapido movimento, ostacolando i droni intercettori. Le spiegazioni di funzionari statunitensi, funzionari ucraini ed Elon Musk sono contrastanti, ma le autorità ucraine ed europee sospettano un motivo politico.
La vera notizia è l’episodio Starlink, non la smentita
Fai caso a cosa risponde Palantir. Nessuno ha riferito che Maven sia stato spento. Il timore nasce per analogia: se un servizio satellitare può degradarsi in un momento politicamente scomodo, perché non una piattaforma software? Lo stesso Mosley ha definito la notizia su Starlink «estremamente preoccupante», cosa notevole per un appaltatore statunitense nei confronti di un altro.
Pensiamo che l’analogia sia imperfetta e che Palantir abbia un argomento tecnico fondato. Un collegamento satellitare è un servizio che gira sull’infrastruttura di qualcun altro; l’operatore può rallentarlo a piacimento. Un software installato nell’ambiente del cliente è diverso. Mosley afferma che i clienti hanno «pieno controllo operativo», che il sistema può essere gestito «indipendentemente da noi» e che spetta al cliente decidere se il personale di Palantir sia coinvolto o meno. Se è vero, la distinzione è reale.
Ma è un’affermazione, fatta dal venditore, in un’intervista. Né la NATO né Palantir hanno reso noto il valore del contratto, e non abbiamo visto una verifica indipendente dell’architettura. Una rassicurazione non è un audit.
«Nessun kill switch» è una promessa limitata
Qui ci distacchiamo dalla lettura rassicurante. Un kill switch è la forma più drammatica di dipendenza e la più facile da negare. Le forme più sottili sono aggiornamenti, assistenza, miglioramenti dei modelli, integrazioni e gli ingegneri che mantengono utile un sistema complesso. Un software che funziona da solo ma non può essere mantenuto, esteso o ritenuto affidabile senza un unico fornitore straniero è indipendente solo nel senso più stretto. L’impostazione di The Next Web coglie nel segno: la questione è se l’indipendenza tecnica basti a rispondere alle preoccupazioni più ampie dell’Europa sul controllo.
Germania e Francia sembrano aver risposto di no. Reuters osserva che entrambe hanno rifiutato di adottare Maven per le proprie forze. Ad aprile il capo del comando cyber tedesco ha detto a Handelsblatt che l’accesso di dipendenti dell’azienda alla banca dati nazionale dell’esercito era fuori discussione e, secondo Reuters, lo ha definito «inconcepibile». Il servizio di intelligence interna francese sta passando a ChapsVision, un’azienda francese di software, secondo The Next Web. Va notato che la risposta di Mosley, ossia che il personale sarebbe composto da cittadini con nulla osta e intervenuto solo a discrezione del cliente, risponde all’obiezione sull’accesso ma non a quella sulla catena di fornitura.
La sovranità sul software merita il budget che riceve l’hardware
Per anni i dibattiti europei sull’autonomia della difesa hanno riguardato carri armati, proiettili e satelliti. Starlink ha mostrato che lo strato intermedio, il servizio di connessione che si dava per scontato ci fosse sempre, può diventare una leva. Maven occupa la stessa posizione strategica: fonde dati di satelliti, radar e sensori nel quadro che gli ufficiali usano per decidere. Chi controlla quello strato influenza la rapidità e la qualità delle decisioni, anche senza toccare mai un interruttore.
Per questo riteniamo che la spinta verso alternative europee sia razionale più che protezionistica, anche se lenta e incerta. I sistemi nazionali saranno probabilmente meno rifiniti per un po’, e la NATO, che ha dichiarato Maven pienamente operativo a giugno 2026, non lo rimuoverà. L’interoperabilità ha un valore reale.
La nostra raccomandazione ai governi europei: prendete la dichiarazione di Palantir come un’offerta iniziale, non come un argomento conclusivo. Chiedetela nei termini del contratto: deposito del codice sorgente, audit indipendenti, assistenza garantita, gestione da parte di personale nazionale e chiare vie d’uscita. E finanziate le alternative con serietà sufficiente perché «potremmo andarcene» sia una frase credibile. La promessa di un fornitore di non poter staccare la spina è gradita. Un acquirente che potrebbe andarsene è meglio.
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