Il dominio di ChatGPT in Italia diminuisce: Gemini vince sul mobile e Claude cresce
Mentre il chatbot di OpenAI mantiene la sua leadership complessiva, Gemini di Google lo ha superato sul mobile e Claude di Anthropic sta rapidamente guadagnando terreno in Italia.
Foto: Gemini / Wikimedia Commons (Public domain)
Per anni, ChatGPT è stato il campione indiscusso nel mondo dei chatbot AI, il suo nome quasi sinonimo di intelligenza artificiale generativa. Tuttavia, un nuovo report dall'Italia suggerisce che, mentre la piattaforma pionieristica di OpenAI detiene ancora la corona complessiva, il suo dominio è sempre più sotto assedio. È questa la prima crepa significativa in una fortezza un tempo impenetrabile, o semplicemente la naturale evoluzione di un mercato in crescita e competitivo?
Gli ultimi dati dell'Osservatorio sull’intelligenza artificiale di Vincenzo Cosenza, basati sulle cifre Audicom di luglio 2026, delineano un quadro avvincente di un panorama AI in Italia in rapida maturazione e diversificazione. ChatGPT, lanciato il 30 novembre 2022, ha visto la sua base di utenti mensili più che triplicare, passando da 3,1 milioni a luglio 2024 a 9,625 milioni due anni dopo. Tuttavia, la sua crescita ha visibilmente rallentato, aggiungendo solo 617.000 nuovi utenti nell'ultimo anno rispetto ai 5,9 milioni dei dodici mesi precedenti.
Nel frattempo, Gemini di Google è cresciuto notevolmente, espandendo il suo pubblico di quasi undici volte, raggiungendo 9,374 milioni di utenti nello stesso periodo, aggiungendo 5,6 milioni di nuovi utenti solo nell'ultimo anno – un netto contrasto con la decelerazione di ChatGPT. E Claude di Anthropic sta registrando una notevole crescita annua del 677%, raggiungendo 1,802 milioni di utenti. Questa dinamica suggerisce che il mercato italiano dell'AI, un tempo dominato da un singolo attore, sta rapidamente entrando in una fase di intensa concorrenza e specializzazione.
Il fronte mobile: dove vince l'ecosistema Google
Il cambiamento più significativo nel mercato italiano riguarda indubbiamente i dispositivi mobili. Gemini ha dimostrato di superare ChatGPT negli utenti mobile da giugno 2026, raggiungendo 7,578 milioni di utenti su smartphone e tablet a luglio, rispetto ai 7,125 milioni di ChatGPT. Questo non riguarda solo i numeri assoluti; sottolinea il formidabile vantaggio di un ecosistema profondamente integrato. Come osserva Cosenza, la forza intrinseca dell'ecosistema Google, con i suoi servizi e strumenti onnipresenti già utilizzati da milioni di persone, facilita naturalmente la diffusione di Gemini tra gli utenti mobile.
Questa integrazione significa che per molti, Gemini è un'estensione più fluida della loro vita digitale quotidiana. Immagina di chiedere a un'AI di riassumere email settimanali, redigere un documento o analizzare un foglio di calcolo senza mai uscire dalle app di Google Workspace. Questa integrazione nativa, evidenziata da Yellowtech, è un potente richiamo che ChatGPT, nonostante il suo vasto ecosistema di plugin, non può eguagliare direttamente all'interno della base di utenti che privilegia Google.
La metrica dell'engagement: qualità o quantità?
Oltre al numero di utenti, le metriche di engagement offrono una visione più approfondita della fedeltà degli utenti e della capacità del prodotto di fidelizzare. A luglio 2026, ogni utente di ChatGPT ha trascorso in media un'ora e 50 minuti al mese sul servizio. Sebbene ancora sostanziale, ciò rappresenta un calo del 6% rispetto all'anno precedente, riflettendo il rallentamento della crescita del suo pubblico. Al contrario, sia Gemini che Claude hanno visto triplicare il loro tempo medio di utilizzo per persona nell'ultimo anno, raggiungendo rispettivamente un'ora e 20 minuti e un'ora e 15 minuti.
Questo triplicare dell'engagement suggerisce che, mentre ChatGPT potrebbe ancora vantare il pubblico complessivo più ampio, i suoi rivali stanno riuscendo a promuovere interazioni più profonde e frequenti con i loro utenti. Anche i dati demografici giocano un ruolo: mentre sia ChatGPT che Gemini trovano la loro maggiore penetrazione tra i 25-34enni, il maggiore appeal di Claude è nella fascia d'età 18-24, dove raggiunge la sua massima penetrazione. È interessante notare che, tra questi utenti più giovani, Gemini registra un utilizzo medio mensile più elevato (due ore e tre minuti) rispetto a ChatGPT (un'ora e 38 minuti), indicando la sua forte risonanza con una fascia demografica cruciale per la crescita futura.
Oltre i giganti: specializzazione e privacy come fattori distintivi
Il mercato italiano non è solo una corsa a due cavalli. Copilot di Microsoft raggiunge 2,367 milioni di utenti, Meta AI si attesta a 1,614 milioni e Perplexity ha superato il milione. Anche Grok, il chatbot di xAI, mostra una crescita significativa, raggiungendo 528.000 utenti. Questi numeri illustrano un panorama diversificato in cui diversi modelli soddisfano esigenze distinte. Ad esempio, Yellowtech sottolinea che Claude eccelle nell'analisi di documenti lunghi come contratti e documentazione tecnica grazie alla sua finestra di contesto estesa, rendendolo un favorito nei settori legale o finanziario.
La privacy sta emergendo anche come un fattore distintivo critico. Un rapporto di ricerca di Surfshark dell'aprile 2026 ha rilevato che tutti i principali chatbot raccolgono dati personali. Mentre Meta AI era il più esposto (33 su 35 categorie), Google Gemini ne raccoglieva 23 e ChatGPT 17 (un aumento rispetto ai 10 dell'anno precedente). Claude, d'altra parte, era meno invasivo, raccogliendo 13 categorie. Per gli utenti e le aziende sempre più preoccupati della gestione dei dati, la politica sulla privacy di un chatbot potrebbe diventare un fattore decisivo, influenzando l'adozione in contesti sensibili.
In definitiva, il mercato italiano dell'AI è un microcosmo di un cambiamento globale. L'esplosione iniziale della crescita di ChatGPT sta cedendo il passo a un ambiente più sfumato e competitivo. Mentre mantiene la sua leadership complessiva e il dominio desktop, il trionfo mobile di Gemini e l'aumento dell'engagement, uniti ai punti di forza specializzati di Claude e alla sua impressionante crescita, suggeriscono che un singolo campione indiscusso potrebbe presto essere un ricordo del passato. Il futuro dell'AI in Italia, e probabilmente oltre, sarà definito dalla diversità, dalla specializzazione e dall'intensa concorrenza su più fronti.
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