Il cloud di Alphabet vola, ma la pubblicità delude: l'IA deve sostituire la ricerca
Google Cloud è raddoppiato con la domanda di IA, ma il titolo è sceso per la pubblicità più lenta. Il mercato non paga più una nuova linea di ricavi: vuole prove che l'IA protegga la vecchia.
Immagine generata con l'IA
Come si chiama un'azienda il cui business cloud più che raddoppia in un anno e il cui titolo, ciononostante, scende del 7% o più? Si chiama Alphabet il 28 ottobre 2026, e la risposta dice molto su dove si trovi la scommessa in Borsa sull'IA.
Il terzo trimestre di Alphabet non ha convinto. I ricavi sono stati di 127,6 miliardi di dollari, in crescita del 25%, appena sotto le attese degli analisti. L'utile per azione è stato di 2,12 dollari contro i 3,02 del consenso, come riferisce Le Figaro. Parte di questo divario deriva da una perdita contabile di 8,7 miliardi di dollari sulle partecipazioni azionarie, quindi non è una lettura pulita del business.
Un trimestre record per il cloud non è bastato a salvare il titolo
La lettura pulita sta altrove. La pubblicità è cresciuta solo dell'11%, quando gli analisti speravano in quasi il 13%. I ricavi del cloud sono saliti del 102% (alcune testate parlano del 103%), il ritmo più veloce degli ultimi cinque anni. Sundar Pichai ha detto agli analisti che la domanda di data center alla base dell'IA è enorme. Eppure le azioni hanno perso oltre il 9% nelle contrattazioni dopo la chiusura, secondo Le Figaro. Deadline indica un calo dell'8%.
Il mercato non dubita della domanda di IA. Il raddoppio del cloud è una prova concreta che le aziende vogliono acquistare potenza di calcolo per l'IA, e dopo questo trimestre nessuno di serio può sostenere il contrario. Microsoft, dal canto suo, ha riportato una crescita di Azure del 48% lo stesso giorno, e il suo titolo è salito dopo la chiusura. Quindi la scommessa sull'IA non si è rotta.
Ad aver punito Alphabet è il business che continua a pagare i conti
Ricerca e pubblicità finanziano tutto il resto in Google. Investors.com osserva che la pubblicità nella ricerca ha mancato le stime e ha rallentato per il secondo trimestre consecutivo. Gli annunci di YouTube sono cresciuti del 9%, a 11,2 miliardi di dollari, secondo Deadline. Crediamo che questa sia la vera notizia: un boom del cloud si legge in modo molto diverso quando la mucca da mungere inizia a raffreddarsi.
Aggiungere una linea di ricavi non equivale a sostituirne un'altra
Per un po' la tesi rialzista era semplice: l'IA sarebbe stata un nuovo motore di crescita in aggiunta alla ricerca. Era una storia facile finché la ricerca continuava a crescere a un ritmo sano. Diventa più difficile quando il core business rallenta proprio mentre la spesa sale.
A nostro avviso, il mercato si pone ora una domanda più dura. Non «Google sa vendere IA?», ma «le risposte IA di Google possono rendere per ricerca quanto i dieci link blu?». Pensiamo che i ricavi del cloud siano un altro tipo di denaro: si vendono alle aziende, probabilmente richiedono investimenti molto più pesanti e verosimilmente hanno margini diversi da quelli della pubblicità. Un rapporto che abbiamo trovato, di toolnavs, sostiene che il flusso di cassa libero sia diventato negativo in questo trimestre. Non possiamo verificarlo su un documento ufficiale, quindi consideralo un campanello d'allarme, non un fatto. Se fosse confermato, il punto si farebbe ancora più netto: Alphabet starebbe spendendo molto per soddisfare una domanda che non sostituisce ancora ciò che portava la ricerca.
Guarda alla crescita della pubblicità, non al prossimo record del cloud
Questa è un'opinione, e un trimestre è un campione piccolo. Due trimestri deboli nella pubblicità della ricerca potrebbero essere un incidente di percorso, un confronto difficile o uno spostamento nel mix. Ma lo schema merita attenzione.
Per chi segue il titolo, il segnale da tenere d'occhio non è un altro record del cloud. È se la crescita della pubblicità si stabilizza mentre le funzioni di IA si diffondono nei prodotti di Google. Se succede, questo calo apparirà come una reazione eccessiva. Se non succede, aspettati che gli investitori continuino a chiedere prove che l'IA difenda il core business, e non si limiti ad abbellire il comunicato sui conti.
Il nostro verdetto: i risultati del cloud sono la migliore notizia per Alphabet da anni, e non bastano comunque. La scommessa sull'IA è passata da «mostrami la domanda» a «mostrami la sostituzione». Alphabet ha mostrato la prima. La seconda è ancora in sospeso.
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