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Redazione Teknosfera
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I licenziamenti nel tech non dipendono dall'IA che ti sostituisce: servono a pagarla

Le Big Tech danno all'IA la colpa di buonuscite e tagli, ma il conto record degli investimenti sembra il colpevole più probabile. I lavoratori leggano questa narrazione con occhio critico.

Pubblicato
1 novembre 2026
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Immagine generata con l'IA

Se l'IA stesse davvero sostituendo i lavoratori al ritmo suggerito dagli annunci di licenziamenti, le aziende che portano avanti la sostituzione non si vanterebbero dei risultati? Per lo più non lo vediamo. Vediamo invece aziende che tagliano posti e, allo stesso tempo, spendono per l'IA più che mai. Questo contrasto è la storia del mercato del lavoro tech di quest'anno, e merita più scetticismo di quanto ne riceva.

Quello che sappiamo

Contare i licenziamenti tech del 2026 non è semplice: i tracker pubblici sono in forte disaccordo, con cifre che vanno da circa 80.000 a oltre 225.000 a seconda della fonte e del metodo. Uno di loro sostiene che il settore abbia già tagliato oltre 133.000 posti quest'anno, contro circa 122.600 in tutto il 2025, e che 60.000 dipendenti di Microsoft stiano valutando una buonuscita. Consideriamo questi numeri un'indicazione di direzione, non un dato preciso.

L'altra metà del quadro è il denaro che esce. 247Wallst riferisce che la spesa in conto capitale (capex) delle Big Tech per l'IA ha toccato i 201,9 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2026, un record. E Seeking Alpha scrive che questa impennata ha spinto il flusso di cassa libero delle Big Tech sotto zero.

Segui i soldi, non il comunicato stampa

Quando il flusso di cassa libero diventa negativo e hai promesso agli investitori un futuro di data center, i soldi devi trovarli da qualche parte. Il costo del personale è una delle voci più grandi che un'azienda può aggiustare in fretta. A nostro avviso, è la lettura più semplice di questa ondata: le aziende finanziano la scommessa sull'IA riducendo il lato umano del bilancio.

Ma «tagliamo persone per pagare le GPU» è una frase pessima per una conference call sui risultati. TechCrunch osserva che Wall Street comincia a perdere l'appetito per le spese pesanti in IA. «Stiamo diventando più efficienti grazie all'IA» suona invece visionario. Trasmette disciplina e, senza dare nell'occhio, trasforma un problema di spesa in una vittoria di produttività.

Ci sono prove a sostegno di questo scetticismo? Qualcuna, anche se le definiremmo indicative più che conclusive. Techspot riferisce che gli esperti continuano a considerare ristrutturazioni e assunzioni eccessive come fattori importanti, anche se la colpa va all'IA. ManageEngine cita una conclusione di Gartner secondo cui non c'è alcun legame tra tagli di posti e ritorni dell'IA. E una testata indica Oracle, con un conto di ristrutturazione da 2,8 miliardi di dollari accanto a un portafoglio ordini da 664 miliardi. Non sembra un'azienda il cui lavoro è sparito. Sembra un'azienda che sposta denaro verso l'infrastruttura.

L'«AI washing» probabilmente esiste, ma anche il rischio

Per essere onesti, questo non significa che l'IA non cambi nulla per il lavoro. Alcune attività vengono davvero automatizzate, e alcuni manager useranno probabilmente questo argomento come copertura per tagli che avrebbero fatto comunque. Entrambe le cose possono essere vere. Ciò che ci sembra esagerato è la storia causale per cui è arrivato un modello, ha fatto il lavoro e ha reso inutile il team. Ciò che è sottovalutato è il meccanismo più noioso: la spesa in conto capitale che soffoca gli organici.

La distinzione conta per i lavoratori perché le due storie implicano futuri diversi. Se l'IA sta sostituendo competenze, la risposta è riqualificarsi e prepararsi a una perdita permanente. Se è pressione del capex, i posti di lavoro sono più ciclici. Potrebbero tornare, o almeno cambiare forma, se la spesa si attenua o gli investitori si calmano. Per buona parte di questa ondata propendiamo per la seconda lettura, con la riserva che le prove di cui disponiamo non possono dimostrarla.

Che cosa farne

Non prendere per buona la spiegazione di una comunicazione di licenziamento, ma non fidarti nemmeno del suo opposto. Dalla nostra lettura derivano alcune abitudini pratiche:

  • Controlla l'andamento di capex e flusso di cassa dell'azienda prima di dare per scontato che il tuo team sia «automatizzabile».
  • Diffida delle buonuscite presentate come inevitabili. Sono una trattativa, e l'urgenza dell'azienda di tagliare i costi è la tua leva.
  • Cerca i team che assumono ancora, soprattutto quelli legati direttamente ai ricavi anziché a progetti sperimentali di IA.

Il nostro verdetto: la narrativa dell'IA svolge un lavoro reale per i dirigenti del tech, soprattutto di reputazione. Permette di tagliare i costi senza ammettere che la scommessa più grande del settore sta soffocando tutto il resto. I lavoratori che lo capiscono sono in una posizione migliore per negoziare, e i lettori che lo capiscono riconosceranno il prossimo annuncio di «efficienza guidata dall'IA» per quello che spesso è: una decisione di bilancio in costume futuristico.

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